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Il piombo: inquinante ambientale pericoloso

Il problema dell’inquinamento da piombo oggi

Nel ‘900 la fonte primaria di emissioni di piombo nell’ambiente era la benzina addizionata ad alcuni composti organici del piombo. Questo perché nel 1924 una compagnia statunitense (Ethyl Corporation) iniziò a produrre e vendere il piombo tetraetile da aggiungere alla benzina, utile come antidetonante. Grazie a questo si formò il ciclo artificiale del piombo: nel motore dell’automobile il piombo viene bruciato e ciò porta alla formazione di sali, che, attraverso gli scarichi dei mezzi, entrano nell’ambiente (terreno, acqua, atmosfera).

Così, a causa della produzione umana, l’inquinamento da piombo è diventato un problema mondiale. Attualmente da campionamenti eseguiti sul sangue di volontari si è potuto osservare che i livelli plasmatici di piombo sono aumentati di 500-1000 volte. Il piombo ormai si trova in tutte le creature viventi e in ogni angolo dell’ambiente. Al giorno d’oggi l’80% della benzina è verde, cioè senza piombo ma si è esposti ad esso anche per altre fonti, infatti viene utilizzato per le tubature, perché è resistente e malleabile, tuttavia può contaminare l’acqua. A tal proposito una legge prevedeva di raggiungere entro il 2013 i 10µg/L, ma attualmente i livelli sono di 50µg/L.effetti_piombo

Poi è utile per le batterie, per la produzione di proiettili e come stabilizzante di materie plastiche (PVC), in questo caso è l’incenerimento che provoca la liberazione di piombo.

Fino agli anni ’80 era utilizzato anche come pigmento colorato nelle pitture per gli interni delle abitazioni, tuttavia avendo un sapore quasi dolce i bambini potevano ingerire dei frammenti di muro scrostato, il piombo veniva rapidamente assorbito nell’organismo e poteva dare problemi a livello del sistema nervoso centrale.

Inoltre c’è stato anche uno scandalo nel 2007 per cui la più grande azienda produttrice di giocattoli (Mattel) ha ritirato dal commercio oltre 18 milioni di pezzi, perché fabbricati usando vernici con alti livelli di piombo.

L’esposizione a questo metallo è da tenere in considerazione. Nella maggior parte dei casi avviene attraverso l’acqua potabile, il cibo, l’aria, il terreno e la polvere. La minima dose tossica è superiore a 1-2mg, quindi le dosi di sicurezza sono basse.

 

Vie di assorbimento

Il piombo viene assorbito per via respiratoria (5-90%) o per via orale (10%) e nei bambini si può raggiungere anche il 60% di assorbimento, perché è un analogo del calcio e viene assorbito allo stesso modo. Anche nelle donne l’assorbimento è più efficace, perché ci si sono alte esigenze di calcio e ferro, a cui il piombo può sostituirsi. Il piombo si distribuisce nel sangue o anche nei tessuti molli (fegato e reni) per poi accumularsi nelle ossa e nei denti.

 

Tossicità

La tossicità acuta, cioè gli effetti di una singola dose o di poche dosi ravvicinate nel tempo (comunque entro le 24 ore), è rara e può manifestarsi con disturbi gastrointestinali o al sistema nevoso centrale (SNC). Molto più frequente è la tossicità cronica, che invece riguarda gli effetti conseguenti all’assorbimento di basse dosi di tossico per un tempo prolungato. In questo caso ci possono essere effetti ematologici o effetti neurologici:

– nel primo caso il piombo inibisce vari enzimi deputati alla sintesi dell’eme (parte non proteica dell’emoglobina presente nei globuli rossi) portando a anemia microcitica ipocromica, cioè i globuli rossi diventano piccoli e pallidi.

– il piombo attraversa bene la barriera ematoencefalica che protegge il SNC, pertanto ci possono essere delle neuropatie periferiche, che portano a paralisi delle estremità superiori, o anche encefalopatie, irritabilità, convulsioni fino al coma.

Inoltre questo metallo aumenta il rischio di tumore polmonare e cerebrale, perché ha anche un’azione indiretta sul DNA, inibisce i sistemi di riparazione ed è quindi un cancerogeno promotore della classe 2A dello IARC (probabili cancerogeni per l’uomo). Tutto ciò però avviene a alti livelli di esposizione ed è quindi raro.

A concentrazioni intermedie il piombo può avere effetti sullo sviluppo neuropsicologico dei bambini. Alcuni studi suggeriscono che ci possa essere una perdita di fino a 2 punti di quoziente d’intelligenza a seguito di un aumento di Ciclo-acquapiombo nel sangue da 10 a 20µg/dL nei bambini piccoli.

In caso di intossicazione acuta da piombo vengono usati come antidoti degli agenti chelanti, cioè dei composti in grado di legare il metallo e di portarlo fuori dall’organismo. Pertanto l’agente deve essere affine alla sostanza tossica e non ai metalli endogeni e deve essere idrofilo, cioè capace di essere eliminato nelle urine. Due esempi di agenti chelanti sono l’EDTA legato al calcio o al sodio sotto forma di sale oppure il BAL (2,3-dimercaptopropanolo).

 

Fonti: Farmacologia generale e clinica, B.G. Katzung, Piccin

Chimica Tossicologica, C. Marzano, Piccin

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