Farmaci, Senza categoria

LASSATIVI

Partiamo da quella che è l’opinione comune, ossia che per la salute sia necessaria almeno un’evacuazione al giorno. Questo nasce da una vecchia convinzione che sosteneva che l’assorbimento del contenuto intestinale fosse nocivo, ad oggi sappiamo che non è così e sappiamo anche che per avere una buona regolarità intestinale bisogna intervenire sulla dieta e sulla sedentarietà. Agire con i farmaci non è la soluzione! Esiste infatti un rischio di dipendenza da lassativi. L’assunzione cronica di queste sostanze, per lo più quelle ad azione irritante, disturba l’equilibro idroelettrico dell’organismo e può provocare sintomi patologici. Come agire? La stipsi solitamente è conseguenza di cause per lo più note e quindi si risolve semplicemente eliminando quest’ultime. Lo stile di vita è la prima cosa da variare: l’alimentazione deve essere più ricca in fibre e in liquidi e tutto ciò va associato a sonno regolare e maggiore esercizio fisico. Attenzione alle persone anziane che tendono a bere poco e ad avere una vita molto sedentaria, bisogna spiegare loro il problema cercando di evitare l’uso di farmaci. Di solito sono già pazienti in poli terapia, dove le interazioni fra i medicinali sono molteplici, dunque bisogna spiegare loro che la variazione del loro stile di vita è la scelta migliore, ma che i benefici si riscontreranno dopo circa una settimana. L’uso dei farmaci dovrebbe essere limitato ai casi in cui sia necessario svuotare l’intestino prima di una chirurgia elettiva del colon o del retto, prima di esami endoscopici o radiologici oppure nella stipsi da oppioidi; sono assolutamente controindicati in caso di occlusione intestinale. Classificazione: i lassativi favoriscono e facilitano l’evacuazione fecale, in quanto agiscono localmente stimolando la peristalsi e/o ammorbidendo il contenuto intestinale.

  • LASSATIVI DI MASSA (detti anche DI VOLUME): la distensione intestinale da parte del suo contenuto stimola i movimenti propulsivi della muscolatura intestinale. L’attivazione dei meccanocettori di parete comporta, attraverso un riflesso nervoso, una contrazione a monte e un rilassamento a valle, per cui il bolo intestinale viene spinto in direzione del retto. I colloidi idrofili o i gel rigonfianti agiscono in questo modo; comprendono sostanze di natura zuccherina (carboidrati) insolubili e non assorbibili che si rigonfiano nell’intestino a seguito dell’assunzione di acqua. Questi sono definibili come “il rimedio di prima scelta”, soprattutto quando la stipsi risulta essere un problema di tipo cronico; in quanto le fibre vegetali assunte normalmente con la dieta agiscono nel medesimo modo. Alcuni esempi sono crusca, semi di lino, colloidi che derivano dai semi del genere Plantago (alcuni nomi commerciali sono: Psyllogel, Benefibra)
  • LASSATIVI AD EFFETTO OSMOTICO: sono particelle solubili ma non assorbibili che, per effetto osmotico, trattengono l’acqua nell’intestino. Vedi Sali di Epsom e di Glauber, definibili catartici salini che determinano un’evacuazione acquosa e solitamente sono impiegati per una pulizia intestinale o per accelerare l’eliminazione di una sostanza tossica. Anche i poliacloli come il mannitolo e il sorbitolo agiscono con questo tipo di meccanismo.
  • LASSATIVI LUBRIFICANTI: qui parliamo di sostanze quali la paraffina liquida, che praticamente non risulta assorbibile e rende le feci più morbide e facilmente evacuabili. Di solito questa viene impiegata quando la defecazione provoca dolori o quando ci sono patologie come le emorroidi. È necessario fare attenzione al fatto che può interferire con l’assorbimento di vitamine liposolubili.
  • LASSATIVI DI CONTATTO O CATARTICI: i lassativi di questo gruppo possiedono un effetto irritante sulla mucosa intestinale. Pertanto, la quantità di liquidi assorbita è minore di quella secreta e quindi il riempimento dell’intestino va a stimolare la peristalsi. I prodotti appartenenti a questa categoria poi si differenziano in base al loro sito d’azione: l’olio di ricino, o meglio l’acido ricinoleico da esso ricavato, agisce al livello dell’intestino tenue. L’effetto che provoca è massivo e di solito è controindicato per il trattamento di una normale stipsi. I derivati antrachinonici invece agiscono al livello del colon. Le indicazioni d’uso per questa seconda categoria sono date da tutte quelle casistiche in cui bisogna evitare lo sforzo evacuativo come la convalescenza post operatoria o l’infarto. I lassativi di contatto sono l’ultima spiaggia quando tutti gli altri trattamenti hanno fallito e il loro utilizzo è esclusivamente in acuto (Pursennid, Tisana Kelemata).

Effetti collaterali associati all’uso di questi farmaci:

  • Sindrome del colon catartico: diarrea, crampi, dolori addominali
  • Rischio di abuso: deriva da una scorretta conoscenza del tratto gastro-intestinale e/o da un uso scorretto dei medicinali
  • Ipokaliemia: l’iponatriemia attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone con ritenzione di sodio e perdita di potassio
  • Malassorbimento: malassorbimento di grassi, vitamine, minerali derivante da un uso cronico
  • Aumentata perdita di proteine
  • Anomalie epatiche

FONTI: “Medicina Clinica” Kumar & Clark CIC Edizioni Internazionali

“Farmacologia generale e clinica” Katzung, Masters, Trevor Piccin

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