medicina, politica, Vaccinazioni

L’analfabetismo funzionale la malattia degli ignoranti

Umiltà.
  (scritto da Mi
chele Mondin)

E’ questa la parola chiave per affrontare col giusto spirito un sacco di situazioni della vita fra cui si annovera anche la sfera del “sapere”.
Molti si sentono in dovere, a torto od a ragione, di condividere le loro opinioni ma spesso e volentieri confondono, per ignoranza o per arroganza, dei termini che non sono intercambiabili e che anzi hanno delle valenze profondamente diverse; al solito, prima di arrivare al cuore della questione è necessario fare una digressione propedeutica che dia un quadro quanto più completo possibile.
Oggi sembra che per molte persone informarsi, studiare, conoscere, capire e chiedere e opinare siano tutti sinonimi ma purtroppo non è così.

Cominciando dalla prima:
“l’informazione” non è altro che una notizia, una singola e circoscritta nozione che, pur potendo riguardare gli ambiti più disparati, risulta in qualche modo limitata dato che porta al fruitore un singolo messaggio DECONTESTUALIZZATO e, tante volte, semplificato per raggiungere ed essere compreso da quante più persone possibili; un’informazione non sottende nessuna capacità particolare da chi la subisce al contrario, chi divulga notizie cerca di fare in modo che siano recepite da un bacino di persone quanto più ampio possibile. Complessità, completezza e qualità sacrificate sull’altare della quantità.

Al contrario, lo “studio” e lo “studiare” presuppongono un bagaglio di conoscenze pregresse che rendano possibile la comprensione di un gran numero di nozioni collegate fra loro e con uno stesso ambito. Va da sé che mentre nel caso precedente idealmente siano sufficienti minuti per recepire un’informazione ora il tempo di apprendimento si misuri in mesi e anni; questo però giova alla completezza della conoscenza in un certo ambito del sapere e permette, con un pizzico di arroganza, di avanzare delle opinioni a riguardo.
Il massimo che si potrebbe fare, almeno nel mondo ideale, con in tasca un’informazione è invece “chiedere” a riguardo. Ribadisco: umiltà.
Ovviamente solo dopo aver studiato in maniera puntuale un dato fenomeno si può affermare con sicurezza di conoscerlo, il sentito dire, la ricerca di 10 minuti sia su libri che su internet o la lettura di un trafiletto non portano alla conoscenza di un argomento. Punto.

“Tutte banalità” penserete voi e invece no: parliamo dell’effetto Dunning-Kruger: “è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti.”
In parole povere: in molti casi chi è inesperto e ignorante in un determinato campo non solo si autoconvince di avere una conoscenza precisa in quell’ambito ma addirittura crede di avere le capacità necessarie a far valere la propria posizione rispetto a quella di chi esperto lo è sul serio. Inquietante ma particolarmente rappresentativo. Ed ecco perché avere la superbia di sentirsi degli “addetti ai lavori” non solo è sbagliato ma addirittura controproducente dato che si è anche molto meno inclini allo studiare: ci si sente “già arrivati”.
Esiste però una facoltà che sta alla base di tutto il processo conoscitivo, senza la quale è impossibile pensare di poter indagare e comprendere un ambito nella sua completezza in tempi ragionevoli: capire ciò che si legge o ciò che ci viene raccontato.
Dai dati Ocse del 2009 emerge infatti che, in Italia, il 47% (quasi la metà!) dei soggetti fra i 16 e 65 anni di età è “analfabeta funzionale”. Ciò significa che, ad esempio, pur conoscendo il significato delle parole una persona non riesce a comprendere il senso di un discorso o lo fraintende totalmente.
Mettendo insieme questi ultimi due dati, analfabetismo funzionale ed effetto Dunning-Kruger, capiamo di trovarci di fronte ad uno status quo particolarmente grave giacché chi è inesperto e ignorante tende ad esporsi e a condividere le sue “verità” probabilmente maturate sulla base di informazioni non correttamente decodificate a causa dell’analfabetismo funzionale e reperite in quel minestrone di “cose” che è Internet.

La situazione si aggrava ulteriormente se pensiamo che nella realtà dei fatti chi opera nel modo appena descritto ha una tendenza a cercare argomenti a sostegno della propria tesi “googlando” una serie di parole chiave e “copia-incollando” ciò che fa più comodo senza controllare né citare fonti autorevoli. Ed ecco allora il fiorire di gruppi sui social network e blogs dai dubbi affiliati che parlano di argomenti altamente specifici senza la minima cognizione di causa condividendo bufale argomentate con altre bufale e sostenute da finti studi in un circolo vizioso che si autoalimenta.
È particolarmente facile riconoscere ed identificare chi faccia parte di questo gruppo sempre più numeroso di supposti tuttologi: sui social network si osserva una condivisione di documenti, files, post, foto e immagini di dubbia provenienza, rigorosamente privi di fonti, operata compulsivamente e probabilmente senza nemmeno leggere ciò che è scritto e spesso con titoli in “caps lock”.

Un’ultima precisazione: c’è una modalità di comunicazione adatta a rapportarsi quel 47% di italiani affetti da analfabetismo funzionale (e molti anche sotto l’influenza del Dunning-Kruger): lo slogan; una frase semplice, coincisa e generica che “parla alla pancia” e di per sé non porta alcuna informazione/studio/nozione/notizia anzi per i motivi appena citati risulta ovviamente antiscientifica, fuorviante, grossolana, sopra le righe, fraintendibile e perfettamente conforme alla regola del “basta che se ne parli”. Poco più che una pubblicità.
Non a caso questo modo di esprimersi ora come ora va per la maggiore con effetti molto spesso tragicomici per questo sarebbe simpatico condividere fra i commenti “il meglio del peggio” che si trova ora fra web, social network e perché no, bar sotto casa. Iniziando da questo magari.

Fonti:

https://www.facebook.com/corvelva/photos/rpp.1315165471923913/1505394192901039/?type=3&theater (autori dell’imagine condivisa)

https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Dunning-Kruger

https://it.wikipedia.org/wiki/Analfabetismo_funzionale

http://www.isfol.it/piaac/Rapporto_Nazionale_Piaac_2014.pdf

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