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SECONDO VOI UN DETERGENTE CHE FA TANTA SCHIUMA LAVA BENE?

Una delle più belle abitudini quotidiane per prenderci cura del nostro corpo è lavarsi. C’è chi si fa una doccia sbrigativa, c’è chi ama invece farsi un bagno lungo e rilassante immerso in un mare di schiuma cantando come Julia Roberts in Pretty Woman.
Siamo sempre più attenti alla provenienza degli alimenti che compriamo e alla loro bontà, ma sulla qualità dei detergenti siamo altrettanto scrupolosi?
Purtroppo no. Raramente leggiamo l’etichetta, convinti che un qualsiasi detergente sia uguale ad un altro.
Con questo articolo vogliamo smentire alcune fake news che riguardano la detersione:

1. UN PRODOTTO CHE FA TANTA SCHIUMA LAVA BENE:

La schiuma ha un grande impatto emozionale, per questo molte aziende produttrici vogliono farci credere che più un prodotto è schiumogeno e più ha potere lavante.
La schiuma è dovuta ad ad un’interazione tra l’aria e il componente principale dei detergenti, i tensioattivi: molecole responsabili dell’attività lavante, ma anche responsabili dell’effetto schiumogeno, tra questi in particolare gli anionici (sodium laureth sulfate, sodium myreth sulfate…) sono quelli col più forte potere lavante, ma anche i più irritanti.

2. LA SCHIUMA SOFFICE LASCIA LA PELLE MORBIDA:


Quando ci laviamo rimuoviamo il film idrolipidico, uno strato di acqua misto a secrezioni della nostra pelle dove si annida lo sporco. Questo ha però la funzione di proteggere la nostra pelle ed è per questo che usando sempre prodotti con tensioattivi forti prima o poi compariranno rossore e macchie tipici delle dermatiti.
Detergenti più moderni utilizzano anche agenti condizionanti o emollienti (glyceryl oleate, polyquaternium-7…) per ripristinare questo film idrolipidico, oppure usano miscele di tensioattivi meno irritanti come il sodium lauroyl sarcosinate (anionico più debole) o il coco glucoside (tensioattivo non ionico, quindi non carico).
Alcuni prodotti usano proteine idrolizzate del latte o del grano per “nutrire” la nostra barriera cutanea e dare alla pelle una migliore sensazione di idratazione; altri usano una base oleosa, e detergono per affinità (quei prodotti che si chiamano appunto “olio detergente”).

3. I PRODOTTI ECONOMICI SONO UGUALI A QUELLI PIÙ COSTOSI:

Impariamo a leggere le etichette: se troviamo tra i primi della lista degli ingredienti i lauril solfati da soli, senza emollienti o condizionanti, bisogna sapere che questi costano poco, danno una migliore sensazioni di pulizia, ma irritano anche di più.
I prodotti in questa fascia di prezzo mirano quindi a dare sensazioni forse migliori, ad avere un grande impatto emotivo/scenografico (fanno molta schiuma), ma non prestano attenzione alla salute della pelle.

4. NON CI SONO DIFFERENZE TRA UN DETERGENTE PER IL VISO O PER IL CORPO:

Questo paragrafo è rivolto soprattutto agli uomini di casa che tendono a usare un solo prodotto per la propria igiene.
Il viso, il corpo, i capelli e l’intimo hanno esigenze diverse: i prodotti devono avere pH appropriati (soprattutto per quanto riguarda l’intimo femminile, che ha un pH diverso da quello maschile) usando solo alcuni tensioattivi delicati, oppure hanno bisogno di ingredienti particolari (sempre parlando dell’igiene intima femminile esistono prodotti contenenti fermenti lattici per riequilibrare la flora vaginale).

CONCLUSIONE:

L’igiene è un atto quotidiano che ha una grande importanza per il nostro benessere (anche psicologico), dobbiamo stare attenti ad usare i prodotti più adatti per noi.
Non mettiamo in dubbio che buona parte del pubblico troverà le proprie esigenze soddisfatte dai prodotti più semplici e meno costosi, ma molte volte la nostra pelle ha bisogno di particolari attenzioni, quindi bisogna utilizzare prodotti specifici.
Il consiglio di un professionista gioca così un ruolo fondamentale nel consigliare il prodotto migliore per voi. Ne guadagnerete in qualità e benessere, nel lungo termine la vostra pelle mostrerà gli effetti di queste nostre attenzioni.

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BIBLIOGRAFIA:

L’altra cosmesi, di G. Proserpio e E. Passerini, Tecniche Nuove, 2002;

Cosmetic Dermatology: Principles and Practice, di L. Baumann, McGraw Hill Professional.

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