Farmaci, Malattie infettive, medicina, Tecnologie farmaceutiche

IL COMUNE RAFFREDDORE

Partiamo da una curiosità: il termine raffreddore deriva da una credenza popolare secondo cui questi sintomi sono causati dall’esposizione al freddo.

Questa malattia normalmente è di origine infettiva e solitamente causata dal rhinovirus, un virus appartenente alla famiglia dei Picornaviridae.Adeno-Associated virus Solo in una minoranza dei soggetti questo problema ha alla base infezioni di tipo batterico. E’ una tipica problematica del periodo invernale in quanto l’infettività per lo più avviene per contatto ravvicinato con gli altri individui malati o con le goccioline che vengono emesse nell’ambiente tramite starnuti e tosse. A causa del clima, si tende dunque a stare per lo più in ambienti sovraffollati e con una scarsa ventilazione e ambedue queste situazioni favoriscono la diffusione del virus. Questa patologia causa un lieve squilibrio sistemico e rilevanti sintomi nasali, in quanto è un’infiammazione infettiva acuta delle vie aeree superiori. Le caratteristiche cliniche associate sono affaticamento, malessere, dolore al naso e alla faringe, tosse, emissioni nasali profuse ed acquose che poi tendono a divenire più spesse e mucopurulente (di norma persistono per circa una settimana). Tutti questi sintomi caratteristici possono comparire in modo isolato o in diverse combinazioni in tempi successivi. Difficilmente per curare il raffreddore si interviene con l’utilizzo di un antivirale, di norma la sintomatologia associata tende nell’arco di una settimana a scomparire spontaneamente ed eventualmente l’intervento è appunto volto ad alleviare questi sintomi secondari e non ad intervenire direttamente sulla causa scatenante.

  • Come agire: l’ostruzione nasale che caratterizza questa malattia infettiva è legata all’effetto che il sistema nervoso simpatico e parasimpatico promuovono nelle prime vie aree. Le fibre simpatiche esercitano al livello dei vasi sanguigni in sede nasale una contrazione tonica su questi, mantenendo quella che è una buona pervietà nasale. Durante il manifestarsi dell’infezione il sistema parasimpatico tende ad interferire con quanto descritto, andando dunque a dilatare questi vasi e quindi generando il classico effetto di “naso chiuso”. Per agire spesso si ricorre all’utilizzo dei decongestionanti nasali, sono farmaci con attività simpaticomimetica che possono essere assunti o per via orale o più comunemente in gocce o spray per il naso (Actifed spray nasale che contiene ossimetazolina cloridrato, Actigrip nasale che invece contiene xilometazolina ecc.). Bisogna però prestare attenzione all’utilizzo di questi farmaci in quanto sono responsabili di un effetto definito rebound, cioè un’ostruzione nasale di rimbalzo.  Questa tipologia di medicinali deve essere utilizzata esclusivamente in acuto per un tempo limitato tale da alleviare il senso ingente di ostruzione, ma assolutamente non in modo abituale poiché può svilupparsi un circolo vizioso, che conduce all’assunzione cronica di gocce nasali.
  • Altra problematica è la tosse, sintomo tipico di molte malattie respiratorie e fra queste le infezioni virali sono una delle cause più frequenti. Il meccanismo con cui si genera è ancora poco noto e l’attuale trattamento con i farmaci da banco è ancora non così soddisfacente. Anche in questo caso però va fatta una premessa importante, fisiologicamente la tosse risulta essere uno stimolo difensivo che serve a rimuovere le secrezioni tracheo-bronchiali prodotte in eccesso. Per cui la soppressione di tale riflesso fisiologico è giustificata soltanto quando essa è pericolosa (dopo interventi chirurgici) o inutile per assenza di secrezioni. I principali farmaci utilizzati a questo livello sono: medicinali a base di codeina, sostanza che sopprime la tosse mediante un’azione centrale. (N.B. i dosaggi utilizzati sono inferiori a quelli che si utilizzano a scopo analgesico e uno degli effetti collaterali è la costipazione (Hederix plan)). Altro principio attivo molto utilizzato è il destrometorfano, derivato sintetico della morfina privo di proprietà analgesiche che anch’esso sopprime efficacemente la risposta del centro della tosse (lo troviamo nella Neoborocillina tosse, nel Vicks tosse, Bronchenolo tosse ecc.).        Eventuali disturbi della deglutizione e mal di gola possono essere alleviati sciogliendo in bocca alcune pastiglie per la gola che contengono anestetici superficiali, quali benzocaina o farmaci contenenti Fans a scopo antiinfiammatorio (es.Benactiv).  Eventuale comparse di febbre e indolenzimenti muscolari prevedono l’utilizzo di analgesici antipiretici.

FONTI:

Kumar & Clark, “Medicina Clinica”                                                                                                   CIC Edizioni Internazionali

“Farmacologia generale e clinica”                                                                                                     Katzung, Masters, Trevor                                                                                                                     Piccin

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