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Il tumore e i farmaci più innovativi

Ogni giorno in Italia si scoprono circa 1.000 nuovi casi di cancro.

Si stima che nel nostro Paese vi siano nel corso dell’anno più di 365.000 nuove diagnosi di tumore (esclusi i tumori della pelle), circa 189.600 (52%) fra gli uomini e circa 176.200 (48%) fra le donne.

Considerando l’intera popolazione, escludendo i carcinomi della cute, il tumore in assoluto più frequente è quello della mammella (14%), seguito dal tumore del colon retto (13%), del polmone (11%) e della prostata (10%).

Negli ultimi anni sono complessivamente migliorate le percentuali di guarigione: il 63% delle donne e il 57% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Merito soprattutto della maggiore adesione alle campagne di screening, che consentono di individuare la malattia in uno stadio iniziale, e della maggiore efficacia delle terapie.”

Questo è quanto dice l’AIRC nell’articolo Il cancro in cifre pubblicato sul loro sito online.

Il cancro comprende molte malattie diverse, scatenate da diverse cause e che colpiscono diversi tessuti e organi.

Tuttavia ci sono delle caratteristiche che le accomunano e in particolare le tre fasi in cui si articolano:

-fase di iniziazione: a un certo punto una cellula dell’organismo “impazzisce”, perde il controllo di proliferazione e di crescita. Ciò è dovuto a mutazioni genetiche a livello di particolari geni deputati al controllo della divisione e proliferazione cellulare. I protooncogeni vengono attivati a oncogeni e gli oncosoppressori (che fisiologicamente controllano la riparazione del DNA) vengono inattivati. Le cause di queste mutazioni possono essere fisiche (radiazioni ionizzanti), chimiche (sostanze contenute nel fumo di sigaretta o di alcuni pesticidi) e alcuni virus. Ovviamente non esiste mai un’unica causa, infatti all’insorgenza del tumore concorrono sempre diversi fattori di rischio come età e familiarità, cioè maggior predisposizione alla malattia.

-fase di promozione: la cellula che era stata mutata inizia a proliferare in modo incontrollato e genera così la massa preneoplastica, costituita da cellule che si replicano di continuo.

-fase di progressione: la massa diventa maligna e può iniziare a metastatizzare, perché essendoci proliferazione incontrollata, eventuali errori nella replicazione del DNA non vengono riparati e possono insorgere spontaneamente varie mutazioni genetiche che vengono portate avanti nelle cellule figlie. Le nuove mutazioni possono indurre le cellule a perdere l’adesione che le tiene legate le une alle altre e quindi si possono spostare dal tessuto d’origine (perdita dell’inibizione da contatto), e si ha la formazione di nuovi vasi sanguigni, che permettono la crescita del tumore (angiogenesi).

>Trattamento

Diversi sono gli approcci per trattare il tumore:

-distruzione o rimozione delle cellule cancerose con chirurgia, radioterapia, chemioterapia, cioè terapia a base di farmaci antitumorali tradizionali (cisplatino, metotressato, 6-mercaptopurina, paclitaxel)

-inibizione della proliferazione con terapia ormonale

-blocco la funzionalità della cellula tumorale, agendo su specifici bersagli molecolari

-aumento della risposta immunitaria, con citochine (immunoterapia non specifica) o anticorpi monoclonali (immunoterapia specifica)

Gli approcci più innovativi fanno parte della cosiddetta target therapy, con la quale si cerca uno specifico bersaglio molecolare nelle cellule tumorali.

>Vantaggi

I chemioterapici tradizionali colpiscono il DNA  e i prodotti delle proliferazione cellulare e quindi hanno un grosso effetto su tutti i tessuti altamente proliferativi, non solo quelli tumorali e provocano grossi effetti collaterali (caduta dei capelli, affaticamento, anemie…). I farmaci più innovativi agiscono a monte della crescita tumorale, interferendo con varie molecole coinvolte in questo processo, evitando così molti effetti avversi e permettendo di sviluppare una terapia personalizzata per ogni paziente. Questi farmaci sono detti biotecnologici, perché mimano sostanze presenti nel nostro organismo, ma sono prodotti in laboratorio. Possono essere piccole molecole, come imatinib (Gleevec®) o erlotinib (Tarceva®), che entrano nelle cellule tumorali e agiscono su bersagli interni alle cellule tumorali oppure molecole più grandi (anticorpi monoclonali), che non riescono ad entrare nelle cellule ma agiscono su specifici recettori di superficie o su strutture extracellulari che sono sovraespressi nelle cellule tumorali, tra tutti citiamo rituximab (Rituxan®) e bevacizumab (Avastin®).

>Svantaggi

Lo sviluppo di resistenza è il principale svantaggio, le cellule tumorali resistono al farmaco inducendo mutazioni del bersaglio terapeutico, perciò si usano spesso terapie di combinazione, cioè si somministrano più farmaci con meccanismi d’azione differenti. Inoltre i costi sono molto elevati, per questo è importante indirizzarli a pazienti che realmente ne possono trarre beneficio e conoscendo le caratteristiche di ogni tumore è possibile selezionare i pazienti.

Quello dei farmaci biotecnologici è un settore in crescita. L’oncologia è l’area terapeutica con il maggior numero di nuove terapie ogni anno, ma non è l’unico ambito: si è posta attenzione anche alla prevenzione delle malattie infettive, è infatti in sviluppo una nuova classe di antibiotici, pronta a combattere le infezioni batteriche resistenti ai farmaci oggi disponibili. Inoltre anche le malattie rare trovano risposta grazie all’innovazione: si stima che, a livello globale, i farmaci orfani contribuiranno per il 32% della crescita dei farmaci nel 2022. In generale l’Italia vanta 282 progetti innovativi e oltre il 59% si trova nelle fasi più avanzate della ricerca.

Fonti:

Foye’s Principi di chimica farmaceutica, William O. Foye, Piccin

-www.airc.it

-“Farmaci biotech: made in Italy in crescita”, Il Sole 24ore

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