medicina

Basic Life Support

Vi è mai capitato di essere al supermercato, in palestra, in centro per negozi o semplicemente a casa ed ad un certo punto vostro marito, moglie, amico o anche semplicemente una persona a voi sconosciuta cada davanti ai vostro occhi come un sacco di patate ? E che dopo questa caduta rimanga immobile senza dimostrare alcun segno di coscienza ? Oppure semplicemente girate un angolo o entrate in una stanza e vi trovate una persona a terra che non dà alcun segno di vita ? Non è una situazione così comune ma purtroppo neanche così rara. Ci si può ritrovare spiazzati e impotenti ma con una semplice conoscenza su cosa fare si può determinare la differenza fra la vita e la morte, perché quella persona a terra potrebbe essere svenuta o stare semplicemente dormendo ma potrebbe anche avere avuto un infarto ed in quel caso è essenziale agire prontamente. Potreste pensare che nel caso vi capiti una situazione del genere potreste iniziare ad urlare sperando che qualche persona più esperta di voi vi possa aiutare ma se vi trovate a casa vostra (la quale potrebbe adirittura trovarsi in aperta campagna), trovare un’altra persona in tempi brevi può essere difficile se non impossibile. Quindi ricade tutto nelle vostre mani.

Il Basic Life Support o BLS (in questo caso di una persona ADULTA) è una tecnica di primo soccorso che comprende la rianimazione cardiopolmonare ed una sequenza di azioni di supporto di base alle funzioni vitali. Esso è basato su una serie di manovre in catena che consentono di aumentare le probabilità di soppravvivenza di una persona in arresto cardiorespiratorio. Per essere veramente pronti in situazioni del genere ed esperti di queste manovre è consigliabile fare dei corsi in enti specializzati nello spiegare questo genere di manovre come Croce Rossa o Croce Verde. La conoscenza teorica è molto importante ma è ugualmente importante la pratica guidata da istruttori di BLS che vi spiegheranno per filo e per segno ogni passaggio come e quando applicarlo.

Quindi iniziamo: nel caso vedessimo una persona a terra la prima cosa da fare non è buttarsi a capofitto su di essa, ma bisogna in primis valutare la nostra sicurezza controllando se siamo, sia noi che la persona incosciente, in un ambiente sicuro e senza pericoli. Dopo essersi assicurati di essere al sicuro e/o aver allontanato la persona incoscente da oggetti o luoghi  pericolosi, ci si avvicina all’infortunato inginocchiandosi al suo fianco, si mettono le mani sulle spalle e si inizia a scuoterlo delicatamente ed a chiamarlo ad esempio “Signore mi sente ? Signore è cosciente ?”. Nel caso esso si svegliasse osservate se ha eventuali danni visibili e fornitegli aiuto.

Nel caso non fosse cosciente la prima cosa da fare è chiamare un aiuto generico, nel caso foste in strada o in qualche luogo pubblico, e subito dopo dovete accertarvi che la persona respiri normalmente. Come si fa? Bisogna allineare le sue gambe e le sue braccia e scoprire il torace slacciando giacche e/o camicie. Dopo si effettua la manovra chiamata GAS (Guarda, Ascolta, Senti) che consiste nel mettere una mano sulla fronte, due dita sotto il mento e da quella posizione spingere in basso la mano inclinando la testa all’indietro e spingere le due dita in avanti e verso l’alto sollevando il mento in modo da iperestendere il collo (questa posizione è essenziale perché permette di mantenere le vie aeree pervie anche se una persona è svenuta, perché la lingua può andare all’indietro e non permettere il passaggio di aria). Dopo aver iperesteso il collo si deve avvicinare il proprio orecchio alla bocca della persona, mantenere lo sguardo verso il torace scoperto e per 10 secondi (per tranquilizzarsi è comune contarli ad alta voce) bisogna GUARDARE se il torace si muove, ASCOLTARE se è presente qualche rumore/rantolo dalla bocca dovuto al passaggio di aria e SENTIRE se la persona vi respira dell’aria sulla faccia. Nel caso la persona respiri normalmente la si pone in Posizione Laterale di Sicurezza allungando il suo braccio vicino a noi a 90° rispetto al suo corpo, prendere l’altro braccio poggiandolo sul torace e mettendo la mano a lato del suo volto. Dopo si prende la spalla ed il ginocchio opposti a noi e si gira la persona dalla nostra parte in modo che sia in posizione laterale appoggiato al suo ginocchio e che si autosostenga. Questa posizione permette di mantenere le vie aeree pervie e nel caso la persona vomitasse non si soffocherebbe con il suo stesso vomito. Dopo averlo posizionato si chiama il 118 e si specifica che la persona è incosciente ma respira autonomamente. Come sappiamo se abbiamo effettutato bene la Manovra GAS o la Posizione Laterale di Sicurezza ? Si partecipa ad un corso di BLS, perchè la teoria va sempre seguita da una buona pratica guidata da istruttori specializzati.

E nel caso che in quei 10 secondi della Manovra GAS voi non aveste visto e sentito niente? Significa che la persona non respira e che molto probabilmente è in arresto cardiocircolatorio (perché nell’adulto molto spesso un assenza del respiro in persone incoscenti è dovuto ad un arresto del battito cardiaco). Cosa fare adesso ? Chiamare subito il 112 o 118 (dipende dalla regione) ed avvisare che vi trovate di fronte ad una persona in presunto ARRESTO CARDIORESPIRATORIO. Conviene effettuare la chiamata solo adesso perchè le manovre spiegate prima se fatte correttamente durano all’incirca 15/20 secondi e in questo modo abbiamo la possibilità di dare delle repentine e giuste informazioni al 112/118, che manderà in questo caso l’ambulanza e il medico nel più breve tempo possibile. Dobbiamo pensare che è una corsa contro il tempo ma se quei secondi sono sfruttati bene è tutto guadagnato.

Cosa fare a questo punto ? Aspettare speranzosi che arrivi l’ambulanza in tempo? NO. Se aspettiamo inerti l’ambulanza i danni a causati dall’arresto sia del battito cardiaco che del respiro saranno troppo gravi all’arrivo dei soccorsi; quindi dobbiamo prendere coraggio e iniziare la RCP (Rianimazione Cardiopolmonare). Come si esegue? Ci si mette in ginocchio a lato della persona, si mettono le mani una sopra l’altra al centro del torace, braccia dritte e perpendicolari al suo corpo e si inizia a comprimere. Le compressioni dovranno essere di almeno 5 cm e con un ritmo di 100 compressioni al minuto. Quando vengono eseguite 30 compressioni ci si ferma e si eseguono le due respirazioni di soccorso iperestendendo il collo, come spiegato in precedenza: si fanno aderire le labbra alla bocca della persona incosciente tappandogli intanto il naso, si soffia finchè il torace non si è sollevato (basta un leggero sollevamento) e si fa una seconda respirazione quando il torace si è riabbassato. Finite queste respirazioni si ricominciano le compressioni facendone altre trenta e poi ancora due repirazioni e si continua questo ciclo di 30:2 finchè non arrivano i soccorsi o non si è esausti. Se non si è sicuri sulle respirazioni o non ci sembra troppo igenico mettere le proprie labbra sulla bocca di uno sconosciuto, si possono fare solo le compressioni senza le respirazioni fino all’arrivo dei soccorsi, anche se con le respirazioni la RCP sarebbe più efficace.

Se queste manovre vengono eseguite prontamente, la speranza di vita di questa persona in arresto cardiorespiratorio aumentano enormemente ma, come detto prima, è importante partecipare ad un corso certificato per essere sicuri di agire correttamente, perché se i vari anelli di questa catena di sopravvivenza non sono eseguiti nei tempi e nei modi corretti è quasi come se non si fosse fatto niente. Importantissimo è ricordarsi di avvisare il 112/118, i quali mandano i soccorsi e possono guidarvi su cosa fare se siete incerti su come comportarvi.

Fonte: Protocollo Internazionale BLS Laico delle Croce Rossa

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