#medicina

L’apprendimento motorio

SCRITTO DA PIERGIORGIO LASERRA

Come impariamo a indirizzare le nostre parti del corpo in modo da compiere l’azione da noi desiderata? Dipende tutto dall’esperienza che maturiamo? Scopriamo come il nostro cervello pianifica il movimento, scopriamo come un’azione semplice come il camminare possa in realtà rivelarsi più complessa di quel che pensiamo e come è possibile rieducare al movimento un cervello che ha subito un danno.

 

Encefalo e cervelletto

Dall’encefalo partono i potenziali motori che, passando attraverso cervelletto, midollo spinale e nervi, determinano la contrazione di determinati gruppi muscolari (e/o l’inibizione della contrazione di altri), permettendoci di effettuare movimenti volontari.

Il cervelletto è un organo la cui stimolazione elettrica non comporta alcuna sensazione cosciente e di rado è seguita da una risposta motoria; la sua rimozione, tuttavia, provoca importanti alterazioni motorie. Esso è essenziale per la corretta esecuzione dei movimenti rapidi: concorre alla regolazione della sequenza con cui si verificano le attività motorie, tiene sotto controllo i movimenti e apporta i continui aggiustamenti necessari nel corso della loro esecuzione, in modo che siano conformi ai segnali motori generati dalla corteccia cerebrale e da altre parti dell’encefalo.

 

Teorie della motricità

Mentre nei primi anni del ‘900 si pensava che i movimenti fossero esclusivamente dovuti a dei riflessi, le teorie moderne, nonostante differiscano fra loro, sono concordi nell’affermare che il movimento sia dovuto alla coordinazione di diverse parti del Sistema Nervoso Centrale.

Bernstein – neurofisiologo del XIX secolo

Questi fu il primo a contestare le teorie della sua epoca, sostenendo che, per completare un movimento fluido e volontario, un individuo debba superare il “problema dei gradi di libertà (“the digrees of freedom problem”). Egli notò infatti che, per arrivare ad uno stesso fine, vi sono diversi pattern motori che permettono il raggiungimento dell’obbiettivo. Bernstein suggerì che una delle funzioni chiave dell’SNC fosse quello di minimizzare i gradi di libertà e quindi ridurre l’enorme insieme di possibilità per scegliere le più convenienti.

Schmidt e la teoria del “Generalized Motor Program” (programma motorio generalizzato)

Schmidt sosteneva che non ci fosse un insieme infinito di possibilità motorie (con tutte le complicazioni di stockaggio di un insieme indefinito di possibilità), quanto piuttosto una serie limitata di programmi motori generalizzati contenenti le “istruzioni” per eseguirne tutte le “variazioni sul tema”.

Moderne teorie concordanti

 

Secondo tali teorie, che si riferiscono soprattutto alle idee di Schmidt, l’esecuzione di un movimento è precedentemente rappresentato in un piano motorio distribuito su diversi livelli del sistema nervoso centrale. L’apprendimento dipende da interazione e rafforzamento di sistemi multipli attraverso connessioni nervose saldamente stabilite. La rappresentazione mentale del movimento risulta in un’azione reale solo dopo essersi interfacciata con l’ambiente circostante e con le effettive possibilità di movimento dell’individuo.

 

Fasi dell’apprendimento motorio:

1.      Fase cognitiva: durante questa fase dell’apprendimento motorio, il traguardo è quello di sviluppare una comprensione d’insieme dell’azione. L’esecutore deve determinare l’obbiettivo della sua azione e processare i fattori ambientali che influiscono sulla sua abilità di effettuare il movimento. L’attenzione è incentrata sugli input visivi e sull’errore che il soggetto stesso compie nel cercare di portare a termine il compito.

2.      Fase associativa: attraverso la pratica, l’esecutore rifinisce il movimento. L’attenzione si posta sul “come fare il movimento” piuttosto che sul “cosa fare”. Gli stimoli propriocettivi permettono all’esecutore di percepire se stesso all’interno dello spazio, aiutandolo nel comprendere quali movimenti effettuare. Il movimento migliora in seguito al continuo esercizio.

3.      Fase autonoma: In questa ultima fase, l’operazione motoria diventa perlopiù automatica. L’esecutore sarà quindi capace di effettuare il movimento in contesti diversi, con il minimo coinvolgimento mentale conscio.

 

Patologie che necessitano di nuovo apprendimento motorio

Vi sono diverse condizioni che comportano la necessità di reimparare a muovere l’intero corpo così come parti di esso. Tra queste abbiamo:

·        Ictus

·        TBI (Traumatic Brain Injury, Danno traumatico del cervello)

·        SCI (Spinal Cord Injury, Danno al midollo spinale)

A prescindere dalla condizione clinica, la riabilitazione avviene grazie allo sfruttamento delle capacità del SNC di utilizzare delle vie neurali differenti, implementandone altre collaterali rispetto alla primaria danneggiata.  Si è notato come il lavoro aerobico non solo abbia effetti generali positivi (così come anche per le persone sane), ma possa aiutare ad aumentare la resistenza allo sforzo, rendendosi particolarmente utile nel caso di difficoltà nello sforzo. Oltre al lavoro aerobico è stato notato come anche un lavoro di rafforzamento dei gruppi muscolari coinvolti nel movimento deficitario possa aiutare nella ripresa dalla malattia. I soggetti colpiti dalle condizioni sopraelencate dovranno quindi ripercorrere le tre fasi dell’apprendimento motorio ma con due difficoltà ulteriori: l’indebolimento muscolare e la necessità di imparare pattern di movimenti muscolo-scheletrici differenti rispetto a quelli che si era abituati ad usare per raggiungere lo stesso fine prima del trauma.

 

Fonti:

–        Fisiologia medica – Guyton e Hall

–        https://starfishtherapies.wordpress.com/2012/10/16/motor-learning-stages-of-motor-learning-and-strategies-to-improve-acquisition-of-motor-skills/

–        https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3773509/

–        https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4077333/pdf/nihms599595.pdf

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...