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I benefici dell’attività fisica nel paziente oncologico

(ARTICOLO SCRITTO DA ILARIA DONÁ)

  1. INCIDENZA DEL CANCRO E RUOLO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

nel 2015 ci sono stati 17,5 milioni di casi di cancro in tutto il mondo che hanno causato 8,7 milioni d morti, questo colloca i tumori al secondo posto come  causa più comune di morte dopo le malattie cardiovascolari.

l’incidenza del cancro sta crescendo in tutto il mondo (aumento del 33% dei casi dal 2005 al 2015). Questo aumento viene associato all’età e alla conseguente diminuzione della funzione immunitaria.

Al giorno d’oggi è universalmente accettato che il sistema immunitario svolga un ruolo fondamentale nella rivelazione e nell’eliminazione delle cellule maligne; infatti, quando la sorveglianza immunitaria antitumorale viene compromessa le masse tumorali diventano rilevabili e clinicamente rilevanti.

In linea di principio, quindi, molte caratteristiche di un sistema immunitario invecchiato potrebbero contribuire al rischio di cancro e portare a scarsi risultati nei pazienti; ad esempio, l’infiammazione cronica, le alterazioni della composizione cellulare associate all’età, possono compromettere la capacità di rilevare ed eliminare le cellule tumorali.

 

  1. RELAZIONI TRA GLI STILI DI VITA, FATTORI DI RISCHIO E IL CANCRO: UNA PANORAMICA

Nell’ultimo decennio sono aumentate sempre di più le dimostrazioni scientifiche che hanno avvalorato l’ipotesi che uno stile di vita attivo riduce il rischio di sviluppare il cancro.

In un’analisi dei dati relativi all’attività fisica praticata da 661.137 persone è stato dimostrato come le persone più attive hanno una riduzione media del 31% (riduzione che variava dal 10 al 42% tra i diversi tipi di cancro) del rischio di mortalità per cancro rispetto agli individui che non denunciano alcuna attività.

Malgrado le riduzioni sostanziali del rischio di cancro dovute a stili di vita attivi, è importante ricordare la rilevanza dell’effetto dei fattori esterni e potenzialmente modificabili che influenzano l’insorgenza e lo sviluppo delle malattie maligne, tra i principali ricordiamo il tabagismo e un elevato indice di massa corporea (BMI).

Sebbene, il più importante fattore di rischio per l’insorgenza del cancro fosse il tabacco (19,4%), altri fattori dello stile di vita che possono essere modificati sono molteplici, tra i principali troviamo: una dieta subottimale (9,2%), il sovrappeso e l’obesità (5,5%), il consumo di alcol (4,0%), esercizio fisico insufficiente (1,0%).

Inoltre vale la pena citare altre esposizioni coinvolte nello sviluppo del cancro che sono più difficili da evitare per ragioni pratiche, politiche e sociali (radiazioni UV, radiazioni ionizzanti, infezioni).

 

  1. ATTIVITA’ FISICA: LIMITAZIONE SVILUPPO ONCOGENESI E PREVENZIONE

È importante sottolineare che la relazione tra il cancro e un’adeguata “dose” di attività fisica non si limita a ridurre il rischio di sviluppare malignità in soggetti sani, infatti, vi è un gran numero di prove che dimostrano come un allenamento aerobico possa aiutare i pazienti con una diagnosi di cancro.

A tal proposito si raccomanda che non solo i soggetti sani, ma anche i pazienti in tutte le fasi della malattia rispettino le linee guida dell’attività fisica, purché modalità, durata e frequenza di ciascuna sessione siano appropriate con lo stadio della malattia e la natura del trattamento:

3.1. QUANTA ATTIVITA’ FISICA?

  • ATTIVITA’ AEROBICA: sono raccomandati 150 minuti divisi in 5 sessioni di 30 minuti se viene svolta un’attività moderata (come la marcia) oppure 75 minuti in 3 sessioni da 25 minuti se l’attività svolta è vigorosa (come il jogging).

 

  • ATTIVITA’ DI FORZA: nei pazienti oncologici sono raccomandate da 1 a 3 serie con un carico (che generalmente corrisponde al 60/70% 1RM) che dovrebbe permettere di eseguire correttamente dalle 8 alle 12 ripetizioni (massimo 15) per serie, portando alla fatica ma non al completo esaurimento muscolare.I

L’allenamento di forza andrebbe svolto 2 o 3 volte a settimana con un periodo di recupero tra le 48 e le 72 ore tra le sessioni, in modo da dare al muscolo il tempo di rigenerarsi e crescere.

 

  • FLESSIBILITA’: si raccomanda di tenere una singola posizione subito sotto alla propria soglia di dolore e mantenerla dai 10 ai 30 secondi, anche se persone più anziane potrebbero beneficiare di periodi più prolungati (30-60 s). Ogni esercizio andrebbe ripetuto dalle 2 alle 4 volte puntando ai 60 s totali, manipolando la durata e il numero di ripetizioni a seconda dei bisogni individuali. si consiglia, per i pazienti oncologici, uno stretching STATICO che vada a coinvolgere i gruppi muscolari maggiormente tratti; ponendo attenzione all’eventuale presenza di cicatrici chirurgiche!!

L’allenamento di flessibilità, per tutte le principali articolazioni, andrebbe eseguito dalle 5 alle 7 volte a settimana; e i migliori benefici di questo esercizio si ottengono quando la temperatura corporea è alta.

  1. MECCANISMI ANTI-TUMORALI INDOTTI DALL’ESERCIZIO FISICO

I meccanismi principali, che contrastano e prevengono il cancro, indotti dall’esercizio sono:

  • l’aumento della capacità di riparazione da parte degli enzimi antiossidanti, in quanto l’esercizio sottopone il corpo ad uno stress ossidativo ed aumenta la produzione di radicali liberi,
  • una riduzione dello stato di dell’infiammazione,
  • una limitazione e una ridistribuzione del tessuto adiposo, determinando una diminuzione della produzione delle principali adipochine
  • una modulazione nella produzione dei fattori di crescita (è stato dimostrato come l’esercizio cronico abbia un’inibizione sulle IGF-1)
  • Un’aumentata sensibilità all’insulina, che ne comporta una riduzione dei livelli circolanti, diminuendo a sua volta il peptide-C e aumentando la secrezione di glucagone
  • una stimolazione della funzione immunitaria, e contrastando l’immunosenescenza; non solo nei pazienti malati di cancro, ma anche nei soggetti sani, infatti che l’esercizio fisico riesce a potenziare la “sorveglianza” immunitaria, che potrebbe facilitare la rilevazione e l’eliminazione delle cellule maligne. Negli esseri umani, la ricerca, ha dimostrato che esercizi ad intensità elevata, riesce a mobilitare le cellule NK altamente citotossiche, responsabili del riconoscimento e della soppressione delle cellule maligne.

4.1. BENEFICI DELL’ATTIVITA’ FISICA NEI PAZIENTI ONCOLOGICI

Questi meccanismi indotti dall’attività fisica hanno una ripercussione positiva sui pazienti oncologici tra cui:

  • aumento dell’aspettativa di vita,
  • miglioramento della qualità di vita,
  • miglioramento della fitness cardiorespiratoria, della forza e della flessibilità,
  • azione diretta sullo stato d’animo, migliorando gli stati d’ansia e l’umore in generale,
  • contrasta alcuni effetti collaterali del trattamento del cancro come la FATIGUE (stanchezza generalizzata tipica dei pazienti oncologici in terapia), e la nausea.

 

4.2. ALCUNI ESEMPI

Molti dei meccanismi antitumorali indotti dall’esercizio che vengono proposti in letteratura si sono concentrati principalmente su:

  • Cancro del colon, dove è stato suggerito che una regolare attività aerobica aumenta il tempo di transito gastrointestinale, riducendo l’esposizione della mucosa a sostanze potenzialmente cancerogene.
  • Cancro al seno, è stato evidenziato come una regolare attività aerobica possa ridurre l’esposizione agli estrogeni a causa di un menarca ritardato, e nel corso della vita di cicli di ovulazione ridotti.
  • Cancro alla prostata all’attività fisica è stata attribuita la produzione di una particolare globulina legante il testosterone, riducendone l’esposizione.

 

BIBLIOGRAFIA

  • “Natural mechanisms protecting against cancer”; M. Lakobisiak; W. Lasek; J.Golab. Rivista “Immunology letters”
  • “Leasure time physical activity and mortality: a detailed pooled analysis of the dose response relationship”; H. Arem; S.C. More; A. Patel. Rivista “JAMA internal medicine”
  • “does regular exercise counter T cell immunosenescence reducing the risk of developing cancer and promoting successful treatment of malignancies?”; J.E.Turner; P.C. Brum. Rivista “oxidative medicine and cellular longevity”

 

 

 

 

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