Alcool, Senza categoria

Alcol a dosi moderate e Salute

alxolL’alcol è certamente una delle nostre abitudini più dibattute e studiate degli ultimi decenni. La sua scoperta risale a circa 10000 anni fa con la birra, per poi 8000 anni fa arrivare al vino tanto apprezzato che vedeva addirittura una sua divinità esemplare, Dioniso o Bacco.

Le categorie secondo le quali si può dividere generalmente l’alcol sono tre: birra, vino e liquori/superalcolici. Considerando 10/13g di alcol per ogni drink, possiamo dire che in una birra è contenuto in 330ml, nel vino in 150ml, e nel liquore in 40ml.

In America si stima che il 7,4% della popolazione adulta sia alcolizzata, e che questo costi all’economia dello stato ben 185 Bilioni di dollari all’anno; è chiaro quindi come questi siano tradotti in una spesa di Bilioni di dollari in alcol da parte della popolazione stessa portando anche ad un interesse economico notevole da parte dello stato in primis, ma soprattutto in termini di lavoro, e di prodotto interno, in senso lato.

Gli studi condotti quindi sono stati di tipo osservazionale, con notevoli difficoltà, dato che, come è chiaro, non è etico avere dei particolari gruppi di controllo, e soprattutto non è assolutamente possibile forzare una persona astemia a bere.

Il consumo di alcol nel mondo è notevolmente differente, infatti in paesi come la Russia, o generalmente l’ex URSS, il consumo di superalcolici fa parte di una sedimentata tradizione, mentre nella popolazione musulmana ad esempio, questo è praticamente vietato. In paesi come il nostro, o in Spagna invece negli ultimi anni si sta venendo ad osservare una particolare evoluzione. In Italia infatti sta diminuendo il numero dei consumatori, in particolare di quelli giornalieri, ma allo stesso tempo stanno aumentando i consumatori casuali, in modo particolare quelli “fuori pasto”, concentrandone il consumo in particolare al week end con dosi elevate, concentrate e non durante i pasti.

L’evoluzione che nel nostro paese si sta osservando quindi è quella di passaggio da Bevanda a Stupefacente.

In base agli studi che si sono potuti condurre si è osservato che la dose consigliata ad una donna è di circa 1-2 bicchieri al giorno, quella di un uomo 2-3; ma capiamo ora meglio!

Si è visto infatti che la mortalità con causa coronarica correlata all’utilizzo di alcol rispecchia una curva definita a J. Questo andamento evidenzia come sia favorevole bere un bicchiere di vino (gli studi sono stati condotti principalmente su questa bevanda) rispetto al rimanere astemi, ma anche nello stesso modo, come questo abbia comunque un rischio minore rispetto ad un forte bevitore.

La curva a J è rappresentativa anche correlata all’infarto del miocardio, o al reinfarto, anche se come detto prima non si può certamente consigliare ad un paziente di bere se questo è astemio avendo questi dati molto attendibili, ma non certamente sicuri.

Gli studi hanno riportato una curva a J anche per quanto riguarda l’ictus e l’aterosclerosi periferica, in cui si consiglia comunque il consumo di 7-14 g/die.

Con l’aumentare dell’età, si è giunti alla conclusione che le dosi di alcol da assumere devono diminuire, ad esempio, se per un uomo di quarant’anni la dose consigliata sarebbe di 2 bicchieri al giorno, a 70 anni sarebbe meglio 1.

I meccanismi cardioprotettivi che sono stati messi in evidenzia dagli studi sono stati:

  • aumento del colesterolo HDL (in particolare del suo trasportatore ApoI) del 60%
  • aumento della sensibilità all’insulina del 5%
  • riduzione della proteina C reattiva
  • riduzione del fattore Von Willerbrand
  • riduzione del fibrinogeno plasmatico

Si è poi cercata di osservare la correlazione dell’alcol con i tumori; concludendo con la considerazione che le donne affette da tumore al seno hanno un rischio diretto, ed è quindi meglio se rimangono astemie, mentre per il tumore al fegato la correlazione risulta meno evidente risultando anche in questo caso molto dibattuta. Per quanto concerne poi gli altri tipi di tumori, un’evidenza notevole non si è potuta notare dato che la curva a J per la correlazione della data patologia con il consumo di alcol, è praticamente sovrapponibile a quella della mortalità per tutte le cause.

Non si è ancora riusciti a scoprire se effettivamente il consumo di una data bevanda, sia essa vino ad esempio, sia migliore a quella di un liquore o della birra, dato che, come riportato più volte, le difficoltà sono notevoli per un corretto studio. E’ stato ad esempio osservato da un gruppo di ricercatori che una persona che al supermercato acquista del vino, tende a mangiare anche in modo particolarmente salutare. Da questa osservazione allora si può affermare che è il vino a ridurre il rischio cardiovascolare o il consumo di una alimentazione corretta?!

Le conclusioni che comunque si possono trarre sono:

  • per una donna si consiglia di assumere 1 drink al giorno, per un uomo 2, anche se come riportato più volte non ci sono dati forti che dicono che essere astemi sia completamente sbagliato
  • i soggetti che sono forti bevitori, che hanno malattie cardiovascolari o che hanno un tumore al seno dovrebbero smettere di assumere alcol
  • adolescenti, bambini, donne in gravidanza o nel periodo dell’allattamento, soggetti in terapia farmacologica o ex alcolisti non devono bere.

 

📚  http://www.epicentro.iss.it/passi/dati/alcol.asp

📚  https://www.istat.it/it/archivio/198903

📚  http://www.cufrad.it/news-alcologia/alcol-alcolismo/il-consumo-di-alcol-nel-mondo-dati-oms/34020

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