Farmaci

I FANS

 

fans imm

Il termine FANS sta per farmaci antinfiammatori non steroidei e questa classe di farmaci comprende una cinquantina di principi attivi. Lo scopo di queste molecole è trattare gli stati infiammatori cioè abolire il dolore e mantenere le funzioni articolari o tissutali, ma non solo, vengono anche usati come antidolorifici ed antipiretici. Si usano soprattutto per il mal di testa, il mal di schiena e gli stati influenzali

La loro attività principale è dovuta all’inibizione della sintesi delle prostaglandine, mediatori chimici derivanti dall’acido arachidonico, inibendo l’attività degli enzimi COX-1 e/o COX-2. Le prostaglandine agiscono nel tessuto in cui vengono generate e provocano tutti quei sintomi riconducibili allo stato infiammatorio. Inoltre dato che hanno un’emivita breve, anche i loro effetti sono di breve durata. La selettività di questi farmaci su i due diversi tipi di COX determina diversi effetti collaterali. Molti farmaci, come l’ibuprofene (Moment), l’acido acetilsalicilico (Aspirina), il ketoprofene (Oki) hanno poca selettività, cioè agiscono indistintamente su entrambi gli enzimi e hanno una serie di effetti collaterali in comune.

I danni principali sono a livello del tratto gastrointestinale, perché viene ridotta la produzione di prostaglandine, con conseguente riduzione della produzione di muco ricco di bicarbonato, quindi si ha una minor protezione della mucosa gastrica. Si è visto, con degli studi osservazionali, che a tutti i FANS è associato un aumento di quattro volte del rischio di malattie del tratto gastrointestinale superiore gravi (ulcere, gastriti). L’aumento del rischio di malattia è dose-dipendente, cioè dipende dalla dose di farmaco che si assume e per quanto tempo. La tossicità gastrica è proporzionale al grado di inibizione di COX1, più il farmaco è capace di inibire questo enzima più gli effetti collaterali saranno principalmente nel tratto gastrointestinale. E’ dunque bene cercare di limitarne l’utilizzo, poiché al lungo andare possono emergere delle complicanze a volte anche gravi.

Gli enzimi COX1 si trovano anche sulle piastrine, perciò se vengono inibiti si riduce la produzione di trombossano TXA2, una molecola aggregante e vasocostrittrice. Un effetto collaterale può essere quindi il rischio di emorragia, perché le piastrine hanno una ridotta capacità di aggregarsi.

Vediamo ora più da vicino alcuni dei medicinali appartenenti a questa categoria:

  • Aspirina (acido acetilsalicilico): è uno dei FANS più conosciuti, è analgesico, antipiretico e antinfiammatorio.

Come altri FANS i suoi effetti collaterali più frequenti sono le alterazioni del tratto gastrico e il rischio di emorragie, ma non solo, un’altra complicazione meno nota è la forma asmatica. In pazienti ipersensibili la riduzione di prostaglandina PGE2 comporta una maggior liberazione di istamina e leucotrieni, quindi si hanno broncocostrizione, ipersecrezione di muco e molti sintomi dell’asma bronchiale. Inoltre non può essere somministrata a bambini sotto i 12 anni, perché in seguito a una malattia virale può portare a encefalopatia e danni al fegato (Sindrome di Reye). Recentemente si è scoperto che, assieme ad altri farmaci di questa classe, ha un ruolo nella prevenzione dei tumori al colon retto. Infatti il suo meccanismo d’azione è bloccare la produzione di prostaglandine, in particolare la PGE2. Questa è importante nella crescita di un tumore, perché sopprime i meccanismi protettivi delle cellule sane e favorisce l’angiogenesi, cioè la crescita di vasi sanguigni, fondamentali per lo sviluppo del tumore.

  • Tachipirina (paracetamolo): a differenza degli altri è un debole antinfiammatorio ma un ottimo analgesico e antipiretico, inibisce le COX a livello centrale nell’ipotalamo, perciò ha meno effetti collaterali a livello gastrico o sull’aggregazione piastrinica. Le dosi massime sono di 2g/die (quattro compresse da 500 mg) ed è sicuro anche per i bambini. L’effetto collaterale più grave è l’epatotossicità, i cui sintomi sono diarrea, vomito e dolori addominali. Infatti il paracetamolo viene metabolizzato dal fegato in un metabolita (Nacetilp-benzochinone) reattivo, che normalmente viene contrastato dal sistema del glutatione. In caso di sovradosaggio la quantità di metabolita reattivo aumenta e il sistema per eliminarlo si esaurisce, perciò si ha un danno alle cellule del fegato. L’antidoto usato in questo caso è l’acetilcisteina, che permette di ripristinare le scorte di glutatione.

In un prossimo post seguiranno altri esempi di farmaci e considerazioni su questa classe di medicinali.

 

Fonte:

B. G. Katzung, S. B. Masters, A. J. Trevor Farmacologia generale clinica, Piccin

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