Sangue

GRUPPI SANGUIGNI

Quante volte nel corso della vostra vita vi è capitato di chiedervi ”ma io di che gruppo sanguigno sono?” e se ancora non vi è capitato, vi siete almeno mai chiesti cos’è un gruppo sanguigno?

Bene, prima di tutto bisogna sapere che il gruppo sanguigno dipende da uno zucchero. Questo infatti, quando è esposto sulla superficie dei globuli rossi, ha funzione immunitaria.
I nostri anticorpi, riconoscono gli zuccheri come propri (self) o non propri (non self); nel caso vengano riconosciuti come non self viene scatenata una risposta immunitaria.

La popolazione si divide in diversi sottogruppi in base agli zuccheri (che svolgendo una funzione immunitaria possiamo chiamare Antigeni) presenti sulla superficie dei globuli rossi.
Uno di questi antigeni è quello che crea il gruppo A,B o 0.
Ognuno di noi può possedere l’antigene A (gruppo A), l’antigene B (gruppo B), entrambi (gruppo AB) o nessuno (gruppo 0).

I fattori antigenici A e B sono costituiti da 4-5 monosaccaridi legati insieme covalentemente e esposti, come detto prima, sulla superficie dei globuli rossi. Tutti gli antigeni posseggono un gruppo comune formato da fucosio, D-galattoiso, Acetil-D-Galattosammina e N-Acetil-D-Glucosammina. Queste 4 molecole però non sono sufficienti per essere riconosciute dagli anticorpi per cui chi ha solo questa parte di zuccheri esposta appartiene al gruppo 0.
Altri (gruppi A, B o AB) oltre a questa sequenza possiedono una parte saccaridica un po’ più lunga che contiene 1-2 zuccheri aggiuntivi; rispettivamente:
-(N-acetil)-galattosammina esprime il gruppo A
-Galattosio esprime il gruppo B
-(N-acetil)-galattosammina e galattosio insieme esprimono il gruppo AB.
(figura 1)

La presenza di un antigene crea nel nostro organismo degli anticorpi che andranno a dare una risposta immunitaria in caso si incontri un’antigene diverso:
Se per esempio facessimo una trasfusione di sangue ad un paziente di tipo A con sangue di tipo B i suoi anticorpi andrebbero a riconoscere la differenza di antigene e attaccherebbero le cellule estranee.
In questo modo si crea un quadro di possibilità trasfusionale limitato al tipo di sangue posseduto dal donatore e dal ricevente. (figura 2)

Oltre a questi antigeni di cui abbiamo parlato ne esistono degli altri che differenziano ulteriormente la popolazione. Uno dei più importanti è il fattore RH.
Questo è espresso dall’85% della popolazione (definita Rh+); chi invece ne è privo viene definito (Rh-).
A differenza dei gruppi fino ad ora citati l’antigene RH non è uno zucchero ma bensì una proteina.

Abbiamo ora la possibilità di individuare nella popolazione il così detto donatore universale ,(individuo rh- e di tipo 0) che potrà donare a tutti in quanto il suo sangue non scatenerà in nessun caso una risposta immunitaria nel ricevente, e un ricevente universale (individuo rh+ e di tipo AB) che potrà ricevere sangue da qualsiasi individuo in quanto il suo corpo non esprime anticorpi contro nessun antigene del sangue.

Fonti:
-Immunologia cellulare e molecolare
di Abul K. Abbas, Andrew H. Lichtman, Shiv Pillai

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